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Il riferimento normativo per l’elaborazione del Piano per il Diritto allo Studio è la L.R. n. 31/80, che prevede le norme relative all’attuazione di questo diritto, secondo i principi contenuti negli artt. 3 e 34 della Costituzione Italiana e nell’art. 3 dello Statuto della Regione Lombardia, e determina gli obiettivi prioritari da raggiungere con la programmazione regionale e con quella comunale.
Lo spirito della legge è quello di favorire il diritto allo studio nelle diverse forme e gradi.
Salvo l’obbligo alla fornitura gratuita dei libri di testo agli alunni della Scuola Primaria e le indicazioni di massima per i servizi di trasporto e di refezione scolastica, per il resto viene lasciato ampio margine di discrezionalità alle singole Amministrazioni Comunali, in modo da poter adattare il piano alle singole esigenze locali.
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Il riferimento normativo per l’elaborazione del Piano per il Diritto allo Studio è la L.R. n. 31/80, che prevede le norme relative all’attuazione di questo diritto, secondo i principi contenuti negli artt. 3 e 34 della Costituzione Italiana e nell’art. 3 dello Statuto della Regione Lombardia, e determina gli obiettivi prioritari da raggiungere con la programmazione regionale e con quella comunale.
Lo spirito della legge è quello di favorire il diritto allo studio nelle diverse forme e gradi.
Salvo l’obbligo alla fornitura gratuita dei libri di testo agli alunni della Scuola Primaria e le indicazioni di massima per i servizi di trasporto e di refezione scolastica, per il resto viene lasciato ampio margine di discrezionalità alle singole Amministrazioni Comunali, in modo da poter adattare il piano alle singole esigenze locali.
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